Dal 23 gennaio 2025 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e rotazione radiofonica “Trattieni il respiro”, il nuovo singolo di AvA che anticipa l’uscita dell’album “Fammi fallire” disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio.
“Trattieni il respiro” è un brano che scaturisce da una relazione ciclica, capace di riaffiorare anche dopo la sua fine. Esplora i legami tossici, la dipendenza affettiva e quella persistente sensazione di apnea tipica dei rapporti disfunzionali: un restare immobili, trattenendo il fiato, con la vana speranza che il peggio passi.
Il pezzo descrive una quotidianità densa di piccoli gesti e grandi tensioni: parcheggi vuoti, semafori rossi e conflitti che si reiterano identici. Svestito di romanticismo o nostalgia, il racconto mette a nudo l’usura emotiva di chi avverte la necessità di fuggire, eppure continua a tornare. Il ritornello irrompe senza mediazioni; è un taglio netto, volutamente brutale. Rappresenta l’istante in cui si smette di cercare spiegazioni e si ricorre all’unico linguaggio rimasto quando ogni altro tentativo è fallito: una frase secca, pronunciata per difendersi anziché per ferire.
Sotto il profilo sonoro, il singolo spazia tra urban pop ed elettronica, con una produzione essenziale. Se le strofe appaiono trattenute e quasi sussurrate, il ritornello esplode senza mai risultare pienamente liberatorio. La tensione permane, simile all’aria compressa nei polmoni, sorretta da una voce che non cerca l’effetto, ma resta coerente con il limite del racconto. È una fotografia onesta di quei momenti in cui i corpi reagiscono prima della ragione, una presa di coscienza adulta e priva di filtri.
Commenta l’artista sul nuovo brano: “Trattieni il respiro è nato quando ho capito di essere rimasta troppo a lungo dentro qualcosa che non funzionava più. L’ho scritto di getto per fissare quella sensazione di apnea che provi quando sai di dovertene andare e invece resti. In studio ho voluto che il brano rimanesse teso e irrisolto, come quelle storie che non hanno mai una vera chiusura. Il ritornello è nato senza filtri: una frase di difesa, perché a volte è l’unico modo per non tornare indietro. Questo pezzo non spiega i sentimenti, li fotografa. Non cerca consolazione, ma verità, anche quando fa male.”
Guarda il lyric video: https://youtu.be/NN9fVrjMoXE
Con il nuovo album “Fammi Fallire”, AvA si conferma una voce fuori dal coro nel panorama urban ed alt-pop italiano. Il disco è un’indagine senza filtri sull’apnea emotiva, un’analisi cruda di quei legami ciclici che si consumano senza mai spezzarsi definitivamente. Rinunciando a ogni retorica rassicurante, l’artista sceglie di raccontare il dolore nella sua forma più nuda e autentica.
La scrittura di AvA abbandona le astrazioni per ancorarsi a una quotidianità fatta di dettagli minimi ma carichi di tensione: un parcheggio vuoto, un bacio rubato o l’eco di un litigio infinito. In questi frammenti si consuma il dramma della dipendenza affettiva e dei rapporti tossici. Il disco diventa così un manifesto di ribellione silenziosa che rivendica tre diritti fondamentali: la lentezza per ritrovarsi, la disperazione vissuta senza vergogna e, soprattutto, il fallimento come tappa necessaria per la crescita personale.
Sotto il profilo sonoro, le produzioni elettroniche giocano su contrasti dinamici: strofe sussurrate sfociano in ritornelli diretti e a tratti brutali che, tuttavia, non offrono mai una vera liberazione catartica, mantenendo l’ascoltatore in uno stato di tensione sospesa. La voce di AvA non cerca l’effetto, ma resta ferma sul limite della narrazione, usando il linguaggio come scudo e mai come mera provocazione.
“Fammi Fallire” è un lavoro organico e maturo che evita le logiche effimere delle mode attuali. Non promette redenzione, ma offre qualcosa di più prezioso: il riconoscimento della propria vulnerabilità. È un invito a smettere di nascondere le proprie crepe e a imparare, finalmente, ad abitarle.
Spiega l’artista sul nuovo album: “Fammi Fallire è un disco scritto senza l’idea di dover funzionare. È nato da dinamiche ripetitive che non si chiudevano, da ritorni continui e da una stanchezza emotiva che non trovava sfogo. Scriverlo è stato il modo più semplice che ho trovato per restare dentro quello che stava succedendo, senza addolcirlo e senza cercare risposte. Questo album parla di legami tossici, di dipendenza emotiva e di cicli che si ripetono anche quando sai benissimo dove portano. Non c’è romanticismo, non c’è redenzione. Ci sono gesti quotidiani, parole dette male o troppo tardi, silenzi che pesano più delle discussioni: tutto quello che resta quando smetti di giustificarti. Ho scritto queste canzoni trattenendo il respiro, spesso più per difesa che per paura. In studio non ho cercato di rendere le cose più belle o più accettabili; volevo che restassero tese, irrisolte, come certe relazioni che non finiscono mai davvero. Anche quando i ritornelli esplodono, non lo fanno per liberare, ma per dire basta, almeno per un attimo. Quando l’ho ascoltato per intero, mi sono accorta di aver toccato principalmente tre macro rivendicazioni: il diritto alla lentezza/leggerezza, il diritto alla disperazione e il diritto al fallimento. Sono tutti argomenti tabù in un momento in cui tutto sembra viaggiare alla velocità della luce e siamo sottoposti a pressioni sociali insostenibili. Dobbiamo essere sempre al top, sempre performanti, fare “numeri da urlo”, essere infallibili: in pratica, disumani. Con questo album io canto la mia dissociazione da questa dinamica pericolosa e tossica, soprattutto per l’arte che, in questo modo, viene ridotta a strumento di consumo e intrattenimento ‘mordi e fuggi’, rinunciando alla sacralità della poesia. Non volevo un disco rassicurante, ma un disco onesto; uno che non spiegasse troppo, che non desse soluzioni e che lasciasse le cose così come sono. Fammi Fallire non è una richiesta di aiuto né una provocazione. È la presa d’atto che a volte fallire è l’unico modo per smettere di ripetere sempre la stessa storia. Questo disco non nasce per consolare, ma per riconoscersi. Se servirà a qualcuno per sentirsi meno solo dentro certi passaggi, allora avrà già fatto il suo lavoro.”
TRACK-LIST:
- Formentera
- Requiem
- Fammi Fallire
- Trattieni Il Respiro
- Per Aspera Ad Astra
- Josè
- La Fine Dell’Estate
- Scegli Me
- Vida Lenta Vida Loca
Biografia
Di AvA si è detto di tutto. Che è una predatrice come il suo avatar (lo squalo bianco), che è stata troppo giovane per sfondare e che ora è “troppo grande” per avere un posto nella discografia italiana. Si dice che sia una delle poche in Italia in grado di scrivere, produrre, dirigere videoclip e immaginare un universo narrativo ed estetico coerente e autentico, ma che, nonostante questo, continui a sfuggire alle definizioni più classiche.
Lo conferma con il suo nuovo album, in arrivo a cinque anni di distanza da “Lo Squalo”, il suo primo disco solista pubblicato dopo dodici anni come frontwoman della band all-female Calypso Chaos. In questo nuovo lavoro, AvA cambia di nuovo le carte in tavola, regalandoci un progetto più maturo e introspettivo, scritto senza pensare al “dopo” e capace di usare un’ironia pungente per trattare argomenti scomodi.
È difficile definirla in una sola parola o in un solo genere. La sua musica rappresenta l’eterogeneità degli ascolti che ama. Figlia degli anni ’80, ha goduto del pop degli anni d’oro e collezionato dischi di icone della musica cantautorale internazionale. Ha passato notti ad ascoltare i vinili di Tori Amos, Björk, Kate Bush, Mina e Lucio Dalla, per poi ritrovarsi nei ritmi di Rosalía, nei temi di Lady Gaga e nell’eleganza di Lana Del Rey e Amy Winehouse. L’amore per la Callas l’ha portata a studiare musica classica per oltre un decennio, mentre deve ai Queen l’imprinting per iniziare il suo percorso individuale, iniziato quando era appena un’adolescente. Da quel momento non si è mai fermata, producendo la propria musica in autonomia e studiando produzione e armonia.
Nei primi anni 2000 ha fondato le Calypso Chaos, esibendosi fino al 2017 in centinaia di live in Italia e all’estero, calcando palchi prestigiosi come l’Auditorium Parco della Musica di Roma e aprendo l’unica data italiana del tour di Peaches.
Dalle ceneri di quel progetto è nata AvA. Dal 2019, nel suo percorso solista, ha prodotto in totale autonomia “Lo Squalo”, trascinato da tracce come Shazam, Adesso il Capo sono io e Donna Alpha. Un disco aggressivo e diretto che ha introdotto in Italia il genere moombahton, totalizzando quasi mezzo milione di streaming senza etichetta né sponsor, nonostante le difficoltà della pandemia.
AvA sceglie l’onestà fino in fondo, anche quando è scomoda. Non offre soluzioni o pillole magiche; parla alle persone comuni perché è, e resta, una di loro. Racconta le storie di chi combatte per uno spicchio di felicità, di chi rimane incastrato in dinamiche tossiche o in rancori che finalmente trovano il coraggio di esprimersi senza filtri.
La cura dell’estetica, intesa come estensione della musica e coerenza stilistica, rende i suoi videoclip (firmati dal pluripremiato regista Adriano Giotti e dal direttore della fotografia Giuseppe Pignone) produzioni di alta qualità e fortemente riconoscibili, disponibili sul suo Canale YouTube https://www.youtube.com/@ava_official7923.
Con un target che va dai 24 ai 45 anni e una fanbase equamente divisa tra uomini e donne, AvA non rincorre le mode. Ha uno stile di scrittura unico e una voce che molti hanno definito “figlia della Bertè”. Non fa musica affinché “funzioni”, ma perché arrivi e rimanga. Questo la colloca fuori dalle dinamiche discografiche attuali, rendendola un’indipendente per eccellenza: una scelta consapevole con tutto ciò che essa implica.
AvA racconta la sua verità e non cerca il consenso unanime. L’unica cosa che conta è mantenere un approccio intellettuale onesto nei confronti della musica. Il suo sogno? Mantenere il coraggio di restare fedele a se stessa fino alla fine, per poter dire un giorno: “Sono stata me stessa nonostante tutto. Nonostante lo schifo, non mi avete fatto niente e la mia musica lo racconterà per sempre”.
“Fammi fallire” è il nuovo album di AvA disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio 2026 e anticipato in radio e in digitale dal singolo “Trattieni il respiro” il 23 gennaio.
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